Il
Programma di Screening Mammografico avviato dalla Regione
Lazio prevede, in accordo con quanto già avviene in ambito
nazionale, l'utilizzo di un protocollo europeo ("European
Protocol for the Quality Control of the Physical and Tecnical
Aspects of Mammography Screening" June 1996), contenente
le linee guida da seguire per i Controlli di Qualità.
In
un programma di screening ci si pone l'obiettivo di individuare
patologie in soggetti asintomatici e, come tali, da considerarsi
sani.
Secondo il protocollo europeo, punto di partenza
necessario per un efficace programma di screening mammografico
è che, ogni singolo esame radiografico, contenga
sufficienti informazioni per la rilevazione del cancro alla
mammella, usando una dose di radiazione minima per la
paziente, ma sufficiente per la diagnosi, secondo il
principio ALARA (As Low As Reasonable
Achievable).
Il
programma dei Controlli di Qualità, quindi, ha come scopo:
-
l'ottimizzazione delle prestazioni degli strumenti
utilizzati (il tubo radiogeno, il sistema di controllo
dell'esposizione, la pellicola ed il suo trattamento);
-
l'uniformità della qualità delle immagini tra tutti
i centri che partecipano al programma di screening, per
poter effettuare elaborazioni statistiche in ambito nazionale
ed europeo.
La
procedura operativa utilizzata si può schematizzare in due
momenti diversi:
- un
controllo semestrale presso ogni centro di screening
mammografico da parte del centro di riferimento, in accordo
con le linee guida contenute nel protocollo europeo;
- controlli
giornalieri effettuati dai tecnici di radiologia di
ogni centro, in accordo con il suddetto protocollo, elaborati
in loco da un software dedicato, ed inviati via modem
al centro di riferimento.